La Manifattura

Nata a Medicina il 29/04/1953, Anna Maria Aldrovandi vive e lavora a Bologna. La sua attività artistica ha avuto inizio vent’anni fa. Appassionata di restauro artistico, ha poi esteso il suo interesse alla ceramica e alla vetrofusione. Ha esposto le sue opere in varie mostre in Emilia Romagna.

La pittrice Maria Antonietta Venturi Casadei dice di lei:

Sensibilissima artista, sempre sostenuta da una sincera ispirazione, riesce a trasfondere in ogni sua opera il senso classico della bellezza. Molto suggestive ed apprezzate sono le atmosfere create dalle trasparenze delle sue lampade di ceramica in terra bianca realizzate interamente a mano, o l’incredibile leggerezza dei suoi piatti bianchi a tesa traforata. La sua costante ricerca per una sempre più completa espressività mette in risalto in ogni sua opera l’accuratezza e consumata maestria tecnica delle antiche ed illustri tradizioni dei grandi maestri bolognesi della fine del Diciottesimo secolo, ed in particolare della Manifattura Aldrovandi, che introdusse una straordinaria innovazione utilizzando terraglia bianca “all’uso inglese”.

La Manifattura del conte Carlo Filippo Aldrovandi (1763-1823), nobile bolognese sul finire del XVIII secolo (Bologna, 1793-94) ha dato origine ad una manifattura in terraglia bianca sul genere di quella inglese (Wedgwood).
Nel libro di Nicoletta Barberini* si dice: "Oltre a compiere molti esperimenti
per ottenere una pasta bianca e leggera simile alla porcellana, inventa, senza badare a spese, strumenti e metodi di lavoro".

Presentazione

Da sempre mi ha affascinato la ceramica bianca e soprattutto quella traforata. Dopo aver frequentato un breve corso di ceramica, un fortunato incontro con alcuni pezzi originali della "Manifattura Aldrovandi" mi ha dato la spinta decisiva, quasi suggerendomi come fare a ricrearli.

Mi sono cosi' costruita artigianalmente gli strumenti ed un metodo di lavoro (forse simile a quello della Manifattura Aldrovandi) per poterli ricreare.
Ringrazio l'autrice del libro, chi me l'ha regalato e chi mi ha prestato alcuni pezzi. Con essi ho potuto trovare i disegni di alcuni modelli di traforo da me utilizzati per i miei manufatti. Altri disegni vengono da esposizioni presso il Museo Daria Bargellini di Bologna.

I miei pezzi non vogliono essere delle "copie" dell'antica Manifattura Aldrovandi (solo il mio cognome lo e', per puro caso o per qualche disegno) ma solo un modo per far rivivere la straordinaria abilita' artistica ed inventiva, unite a grande capacita' manuale, che avevano gli artigiani bolognesi alla fine del XVIII secolo. In particolare la Manifattura Aldrovandi, con il conte Carlo Filippo, ha introdotto una straordinaria innovazione utilizzando terraglia bianca all' "uso inglese" la cui produzione ha seguito le tendenze artistiche europee della fine del XVIII secolo.
Continua l'autrice: "Nella terraglia bianca, il caolino ne conferisce leggerezza, plasticita', colore bianco avorio e sonorita' simile a quella della porcellana".

* Nicoletta Barberini "La Manifattura Aldrovandi" Bolelli Editore, 1996, Bologna.

Dove si trova


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